L’utilizzo della protesi orale per la roncopatia e l’apnea del sonno non è una novità terapeutica e l’impiego dell’apparatologia intraorale nel trattamento delle patologie ostruttive del sonno risale a parecchio tempo fa. Pierre Robin descrive nel 1902 l’uso di un apparecchio funzionale “il monoblocco” che avanza la mandibola evitando che la lingua cada all’indietro (glossoptosi) nei pazienti con ipoplasia mandibolare severa. I primi progetti di Robin si applicarono in casi di ipoplasia mandibolare o micrognatismo mandibolare infantile.
Negli anni '80 si diffonde l’uso di questi apparecchi come alternativa al monopolio della CPAP e offrendo ai pazienti una nuova versione terapeutica che sottrarrà da un lato gli inconvenienti della chirurgia irreversibile e invasiva e dall’altro i meccanismi di ventilazione positiva (CPAP) fastidiosi e con bassi livelli di accettazione. Dall’arrivo dei dispositivi orali nei trattamenti per il russare e per l’apnea, si sono progettati innumerevoli apparecchi attualmente disponibili sul mercato. L’apparatologia intraorale include protesi di avanzamento mandibolare, posizionatori anteriori della lingua, apparecchi elevatori del velo palatino e riposizionamento dell’ugola e apparecchi di pressione positiva orale. Le prove cliniche sulle applicazioni orali esistenti, dimostrano che i meccanismi di avanzamento mandibolare (di avanzamento fisso e avanzamento regolabile) sono quelli che hanno un maggior livello di efficacia. Attualmente si contano più di trecento apparecchi per la risoluzione del problema del russare e dell’apnea del sonno. L’Associazione Americana dei disturbi del sonno definisce gli apparecchi intraorali come quelli destinati a modificare le VAS mediante la propulsione mandibolare, modificando la posizione della lingua e della altre strutture secondarie.
Nel documento del SSPAR del 1993, ci si riferiva alle soluzioni alternative alla CPAP in questi termini:
“Sono stati provati molti sistemi o “aggeggi” nel trattamento del SAOS, come i sistemi di avanzamento della lingua, tubi nasofaringei, protesi orali, stimolazione elettrica dei muscoli faringei, etc. Fino a questo momento nessuno di questi sistemi ha dato risultati soddisfacenti, per tanto attualmente non sono raccomandabili”
Le ricerche mediche degli ultimi anni tolgono valore a questo approccio che per la nostra esperienza attuale qualificheremo come obsoleto e poco azzeccato, dal momento che non riflette la realtà dei pazienti con apnea. L’esperienza medica colloca le protesi di avanzamento mandibolare come l’opzione di trattamento più facile, con meno sofferenza per i pazienti, con migliore livello di adattamento e accettazione da parte di chi li usa. Una soluzione meno ingombrante rispetto alle voluminose mascherine di pressione continua. La pressione positiva continua (CPAP) è stata per anni il trattamento scelto, però i suoi svantaggi, rifiuto e intolleranza nei pazienti rendono difficile il perfetto compimento della terapia e ha perso la sua egemonia terapeutica di fronte alle altre alternative disponibili. Questo ha dato luogo, alla necessità di lavorare su altre soluzioni che sono ugualmente efficaci, ma più tollerabili. Intraprendendo questa nuova linea terapeutica si evidenzia il crescente interesse nell’uso delle protesi orali e più concretamente negli apparecchi di avanzamento mandibolare che hanno in Orthoapnea la sua espressione più completa e innovativa. Questi sistemi hanno subito un grande sviluppo tecnologico negli ultimi anni e attualmente costituiscono uno dei trattamenti più scelti dalle persone che russano o con l’apnea del sonno.

Trattamento Apnea
del Sonno
Somera 6, 2 planta
C.P.: 29001 Málaga (Spagna) Europa
Telefono: (0034) 952 21 21 74
Telefono Internazionali: (0034) 666 992 606
E-mail: international@orthoapnea.com