| Ontongenia sonno - Distribuzione per età del sonno (sonno / giorno) | |
| Neonato | 8-20 ore. (Multifase predominanza Sogno di sonno REM 50%). |
| 6-8 mesi | 13-14 ore |
| 2 anni | 12 ore |
| Da 4 anni all'adolescenza. | 10 ore |
| Adulti | 7-8 ore |
| Anziano | 6 ore (Si riduce la qualità e la quantità, l'aumento risvegli notturni, diminuzione del sonno. Sonno REM rimane costante). |
In assenza di disordini, l’età è il fattore che più influisce nella struttura del sonno così è utilizzata come elemento classificatorio denominato ontogenesi del sonno.
La qualità e quantità del sonno negli essere umani varia molto significativamente lungo l’arco della vita nella sua struttura e nella sua periodicità. Nelle prime tappe della vita, l’essere umano manifesta importanti differenze nel fenomeno del sonno rispetto all’età adulta. E’ una funzione primitiva che si sviluppa parallelamente allo sviluppo embrionale. Grazie agli studi elettroencefalografici si è potuto dimostrare che i feti dormono e già dall’ottavo mese di gravidanza le registrazioni si distinguono tra stadi del sonno e stadi della veglia. Gli appena nati sani passano letteralmente “tutto il giorno dormendo”.
Questo sonno dei bebè, denominato multifasico o policiclico si struttura in mini-cicli da 40 a 70 minuti non interrotti e con un’elevata presenza di sonno REM (il 50%). A quest’età è normale il passaggio diretto da sonno REM alla veglia. I regimi del sonno non sono tuttavia strutturati e le fasi non sono differenziate. E’ durante i primi tre anni in cui si consolida il sonno notturno dei bambini legato allo sviluppo del sistema nervoso. Si stabilizzano i tempi del sonno REM e NREM, la durata dei cicli si fa sempre più simile a quella degli adulti, si stabiliscono le differenze tra le tappe e si produce una notevole riduzione del tempo totale del sonno. Questa struttura si mantiene con poche variazioni fino alla terza età con una graduale diminuzione del tempo e della qualità del sonno. Durante l’età adulta, esiste un regime circadiano monofasico o bifasico installato nel periodo notturno. Fino ai 30 anni, il totale di ore a letto è simile alle ore di sonno, ma a partir da allora, il tempo di sonno diminuisce rispetto alle ore che passiamo a letto. Alcuni autori hanno chiamato questa equazione “l’Indice di Efficacia del Sonno” che si calcola dividendo il “Tempo totale di sonno” TTS per il “Tempo passato nel letto” TPL. E’ a partire dai 30 anni che si riduce progressivamente l’indice di efficacia del sonno.
La terza età dà luogo a cambi molto significativi nelle caratteristiche del sonno. Gli anziani sono quelli che presentano più alterazioni fisiologiche nel regime del sonno e i disturbi associati sono molto frequenti a queste età. La struttura del sonno si frammenta con un aumento significativo di risvegli, e la vecchiaia è molto legata alla comparsa di malattie che interferiscono negativamente sul sonno (insonnia, fase avanzata del sonno, SAIS, disturbi associati a demenza e movimenti periodici delle estremità inferiori).
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